Come scegliere il Font adatto?

Come scegliere il font adatto ad un progetto?

Capita a molti di trovarsi in difficoltà difronte alla scelta di un font tipografico, che sia per un progetto editoriale, grafico, animato o digitale.

Fermiamoci per un secondo e guardiamoci intorno; siamo circondati da elementi testuali, ovunque noi siamo. Troviamo testi nelle insegne, così come nelle etichette, nei loghi, su internet, sulle scatole, sull’asfalto ecc. La tipografia è praticamente ovunque.

Questo implica il fatto che ci sia qualcuno che abbia scelto quei determinati font. Ma come si fa a scegliere il font giusto?

Partiamo dal fatto che non esiste il font “giusto” o “sbagliato” così come non esiste quello “bello” o “brutto”; esiste però il font adatto, ovvero quello che si presta bene al suo scopo. Ed è proprio qui che nascono le difficoltà nella scelta, perché prima di scorrere la tendina dei caratteri tipografici nel nostro computer e vedere quale sembra più allettante bisogna fare un passo indietro e porsi delle domande.

La prima quindi potrebbe essere “qual è lo scopo di questo font?”.

Individuare lo scopo infatti può già dimezzare la lista dei caratteri tipografici che abbiamo in libreria. Per fare un esempio pratico: basta pensare ai font utilizzati per l’insegna di un’enoteca, questi saranno esteticamente molto diversi dai font utilizzati nei libri per bambini.

Dunque, visualizzare bene lo scopo è quello che ci aiuta a trovare la soluzione.

Un’altra cosa che può aiutarci nella selezione è la distinzione fra i caratteri con grazie, quindi serif, e senza grazie, sans-serif. Le grazie sono degli allungamenti alle estremità delle lettere.

scegliere il Font

I caratteri senza grazie sono detti anche a bastone, ad oggi sono i prescelti per la visualizzazione sullo schermo. Mentre i caratteri con grazie prevalgono nella stampa. Questo non è un caso, né una scelta di gusto estetico, ma è la conseguenza di vari studi che hanno dimostrato che i bastoni hanno una resa più nitida e leggibile sui display rispetto ai caratteri con grazie mentre i caratteri tipografici con grazie facilitano la lettura su stampa.

Infatti, il font per eccellenza con cui si stampano la maggior parte dei libri oggi è il Garamond.

scegliere il Font adatto

E c’è ancora una cosa fondamentale di cui non abbiamo parlato: la storia del font!

Potrebbe sembrare superfluo ma in realtà è fondamentale sapere quando e per quale motivo è nato quel carattere tipografico (che probabilmente utilizzeremo). I font sono stati realizzati con obiettivi progettuali ben precisi e solitamente vengono utilizzati in base a queste caratteristiche; lo stesso Garamond, ad esempio, fu realizzato da Claude Garamond, un tipografo francese del XVI secolo, sotto la commissione del re Francesco I di Francia per le sue pubblicazioni. Quindi il font nasce con l’obiettivo di rendere la lettura dei testi stampati più semplice e veloce, e difatti il Garamond si presta benissimo per la stampa ancora oggi.

Una volta che abbiamo definiti i nostri obiettivi, visualizzato lo scopo finale e studiato la provenienza storica dei font che abbiamo selezionato non resta altro che iniziare a fare delle prove. Si, adesso arriva il bello, la nostra libreria ha una quantità ridotta di font e tutti potrebbero essere dei validi protagonisti del nostro progetto. A volte non basta un solo font, dipende dal tipo di progetto, potrebbero servire delle differenziazioni nei testi, ad esempio tra un’intestazione e un testo lungo. Qui entrano in gioco le famiglie di font: i caratteri variano di peso, larghezza e inclinazione. Questo può essere molto utile per differenziare i diversi elementi di un testo.

Come procedere quindi? Il consiglio è di provare a scrivere un titolo, un sottotitolo e un testo d’esempio, magari con tre spessori e inclinazioni diversi, appartenenti alla stessa famiglia di font.

Il titolo, la maggior parte delle volte, ha uno spesso maggiore rispetto al testo lungo; il sottotitolo spesso è più sottile del titolo e può avere un’inclinazione più accentuata. Il testo invece, di solito, ha uno spessore regolare, solo qualche parola del testo viene evidenziata con uno spessore maggiore, quindi un bold o semibold oppure con un corsivo.

Consigliamo poi di copiare il tutto e provare ad utilizzare un’altra variante dei font selezionati precedentemente, per metterli a confronto per vedere quale effettivamente si presta meglio, così da valutare e trovare la variante più adatta.

Una volta scelto il font e gli spessori che vogliamo utilizzare nel nostro progetto, possiamo lavorare anche sulla leggibilità di quest’ultimo modificando l’interlinea, ovvero lo spazio fra una riga e l’altra, la crenatura, cioè lo spazio orizzontale fra le singole lettere, e il colore.

Scegliere il Font

L’interlinea è solitamente 4pt più grande della dimensione del font, ma non c’è una regola ben precisa da seguire, così come non c’è una regola per la dimensione della crenatura.

Riguardo il colore, è chiaro che per avere una maggiore leggibilità, il testo deve avere un contrasto molto forte, altrimenti si faticherebbe a leggerlo.

Questo link vi aiuterà nella scelta del colore del vostro testo https://color.adobe.com/it/create/color-contrast-analyzer, con un’analisi del rapporto di contrasto tra il colore dello sfondo e del testo.

Questo articolo vuole solo indicare delle linee guida generali, se sei interessato a sapere di più, facci sapere nei commenti qui sotto! Non perderti il prossimo articolo dedicato alla variazione dei colori negli anni “I colori: dagli anni ’60 ad oggi“.

Speriamo di avervi aiutato nella vostra ricerca del font perfetto, se hai dubbi o domande lascia un commento.

Buon font a tutti!

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