Logo: Quello che dovresti sapere

Logo: Quello che dovresti sapere
Come si arriva a disegnare un logo in un certo modo e a dargli un aspetto simile?

Ecco tutto quello che c'è da sapere; o comunque tutto quello che dovresti sapere.

Per cominciare è necessario capire: Cos'è un logo?

Un logo è un simbolo o un piccolo disegno usato per identificare istantaneamente un’impresa, un’organizzazione, un prodotto o un marchio

Un logo può includere il nome dell’azienda, come nel caso di Samsung, o disegni astratti, come nel caso di Nike.

Un logo potrebbe includere anche dei messaggi nascosti, per esempio l’osservatore attento noterà che nel logo di Amazon, l’iconica freccia parte dalla A e arriva alla Z, a simboleggiare che su Amazon si può trovare di tutto.

Un logo è una parte fondamentale dell’identità di un marchio, e i loghi immediatamente riconoscibili sono dei beni di immenso valore per un’azienda. Qualche anno fa, era molto popolare un gioco per smartphone in cui l’utente, dall’osservazione di una parte di un logo, doveva riconoscere l’azienda a cui apparteneva. I livelli più bassi potevano essere vinti indovinando i loghi di grandi multinazionali con un’elevatissima brand awareness & recognition. Indovinare questi loghi sembrava facile come riconoscere un amico in fotografia, questo perché il logo è come il volto di un’azienda: il primo segno visivo che il nostro occhio associa a quell’impresa.

Per questa ragione, il logo è proprietà intellettuale dell’azienda, protetto dalle leggi sul copyright.

Attributi di un logo

È necessario che il logo abbia alcuni attributi fondamentali.

Prima di tutto deve essere leggibile: se nel logo è presente una scritta, è necessario che chiunque lo veda per la prima volta possa leggerlo facilmente, senza doversi sforzare per interpretare il carattere, o simboli usati al posto delle lettere. Non è casuale che i brand dei più grandi marchi abbiano solo scritte in orizzontali, in colori ad alto contrasto e font chiari.

Deve essere coerente con l’attività dell’azienda. Non è un caso che i loghi delle più grandi case di alta moda, o quelli delle principali industrie automobilistiche siano ispirati allo stesso stile dei loghi dei concorrenti.

Deve anche essere adattabile e riproducibile: il logo potrebbe necessitare di essere stampato, o usto in digitale; potrebbe dover usato su sfondo chiaro, o scuro; per un biglietto da visita, o un cartellone stradale. È necessario che possa adattarsi ad ogni supporto e che possa riprodursi in ogni contesto senza perdere il suo fondamentale ruolo di definizione dell’identità del marchio.

Infine, il logo deve essere semplice e memorabile: dev’essere riconoscibile a prima vista e l’associazione del logo all’azienda deve restare impressa nella memoria di chiunque abbia osservato il logo anche solo di sfuggita.

Tipi di logo

Il logo può avere anche caratteristiche diverse: ad esempio, non tutti i loghi riportano il nome dell’azienda. A questo proposito, distinguiamo sette principali tipi di logo: il monogramma, il logotipo, il pittogramma, il logo combinato, il logo astratto, la mascotte, e l’emblema.

Monogramma

Il monogramma raffigura generalmente le iniziali di un marchio il cui nome è composto da più parole (HP, IBM, NASA, HBO). I nomi lunghi sono difficili da ricordare, dunque per semplificare il processo di brand recognition è preferibile utilizzare un acronimo. Ad esempio, in pochi sanno che HP sta per Hewlett-Packard, i nomi dei due fondatori. In questo modo si potrà ottenere un logo che renda più istintivo il processo di identificazione del brand.

Il logo composto da sole lettere (e poche) deve essere leggibile sia in digitale che su carta stampata, e deve lasciare intuire di cosa si occupi l’azienda in questione. Se il nome dell’azienda lascia intendere in quale settore opera, per un’azienda alle origini è preferibile scrivere per intero il nome, e ricorrere ad un monogramma solo in una fase successiva: è il caso di IBM, che dal 1924 al 1946 ha usato un logo in cui figurava il nome completo (International Business Machines), mentre in fasi successive della storia aziendale ha fatto ricorso alla sola sigla.

Logotipo
Anche il logotipo è un logo in cui figura solo testo, ma stavolta il nome dell’azienda è tutto rappresentato nel logotipo, come nel caso di Google, o Disney. Se il brand ha un nome accattivante, la giusta scelta del font renderà il logo un fattore essenziale per la brand recognition.


Il font è molto importante per comunicare l’essenza del marchio: le industrie farmaceutiche tendono ad usare font essenziali ed ordinati, per trasmettere l’idea dell’innovazione e dell’efficienza, mentre i brand che producono articoli per bambini generalmente optano per font più giocosi (Disney, Chicco, Lego).

Pittogramma

I pittogrammi sono icone, ed è probabilmente il logo a cui pensano tutti quando sentono la parola “logo”. Il pittogramma è spesso scelto da aziende il cui logo è talmente riconoscibile che risulta superfluo scrivere anche il nome, come Apple, o Twitter.

Eppure, il logo di Apple non è sempre stato questo che conosciamo tutti: agli esordi, anche Apple aveva optato per un logo che spiegasse il settore in cui operava e in cui il nome completo “Apple Computer Company” figurasse per intero.  Solo dopo anni di attività, hanno deciso di operare un rebranding snellendo il logo e sostituendo la scritta Apple con il pittogramma di una mela.

I pittogrammi, infatti, trasmettono un significato: la mela di Apple rende effettivamente superfluo il nome, mentre l’uccellino di twitter sottintende il messaggio che su Twitter si possono condividere solo messaggi brevi, come un cinguettio.
Un logo astratto è un tipo specifico di pittogramma: invece di un’immagine riconoscibile come una mela o un uccellino, un logo astratto raffigura un’immagine geometrica. È il caso di Pepsi, Spotify, o Mastercard. Un logo astratto offre l’opportunità di esprimere in simboli quello che l’azienda offre: lo swoosh di Nike, ad esempio trasmette l’idea di movimento e libertà.

Mascotte
Una mascotte è un personaggio illustrato che rappresenta l’azienda, come dei brand ambassador. Alcune aziende famose che hanno optato per un logo in cui figuri una mascotte sono Pringles, Michelin e KFC, Birra Moretti. In alcuni casi, come KFC, la mascotte è la stilizzazione di un personaggio reale (nel caso di KFC o Pringles, i fondatori delle rispettive aziende).

In altri casi si tratta di un personaggio di fantasia, come «l’omino Michelin». L’omino Michelin, in realtà, ha un nome: si chiama Bibendum, gerundio del verbo latino bere. Il nome risulta il diminutivo di un verso di Orazio (Odi, I, 37, 1) che recita «nunc est bibendum» (adesso si deve bere). Nel 1984 durante un’esposizione, Edouard Michelin notò un mucchio di gomme che somigliavano ad un uomo senza braccia. Quattro anni dopo, il fratello André Michelin incontrò il fumettista O’Galop che gli mostrò un disegno che raffigurava una figura umana di grossa taglia che reggeva un bicchiere di birra, anche questo di grossa taglia e la scritta «nunc est bibendum». Il disegno era stato inizialmente pensato per un birrificio di Monaco, che però non apprezzò l’idea. André, invece suggerì di sostituire l’uomo con una figura antropomorfa fatta di ruote. Oggi, Bibendum è uno dei marchi più riconosciuti al mondo.

Logo combinato

Un logo combinato raffigura sia il nome dell’azienda che un piccolo simbolo. Spesso, presenta una grafica in cui il pittogramma e il nome dell’azienda sono combinati e si completano a vicenda. Per esempio, nel logo di Burger King, la scritta sembrerebbe rappresentare l’hamburger e il pittogramma il panino.
Il logo combinato può anche presentare un pittogramma e un logotipo graficamente scissi, ma logicamente interconnessi, come il logo di Unilever, o di Lacoste. Un logo di questo tipo è molto versatile, si può infatti utilizzare nella sua grafica combinata, o scindendo le parti per adattarlo ad usi diversi.

Emblema

In un logo-emblema, i caratteri sono integrati all’interno di un distintivo, sigillo, o stemma. L’aspetto tradizionale di questi tipi di logo può avere un impatto notevole, per questo motivo sono spesso scelti da università, organizzazioni e agenzie governative (come l’Università di Bologna, o quella di Palermo).

Tra le grandi aziende che hanno optato per un emblema, in chiave più moderna rispetto al tradizionale stemma dall’aspetto austero, Harley-Davidson e Starbucks.

L’emblema funziona bene perché è facilmente riconoscibile: ad esempio, il logo di Starbucks è talmente iconico (emblematico, per l’appunto!) da rendere i bicchieri di caffè immediatamente identificabili. È anche importante che il logo abbia un livello di dettaglio tale da poter essere stampato nitidamente su ogni tipo di materiale di marketing (come biglietti da visita, volantini, ma anche capi d’abbigliamento, o altri supporti utilizzati a fini promozionali.

Adesso dovrebbe essere un po’ più chiaro il processo grazie al quale disegnare un logo.

Se sei alla ricerca di qualcuno che possa realizzare il logo adatto alla tua impresa, contattaci.

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